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BJ  studio legale tributario

Il mio Blog

È stata sbandierata la possibilità di ristrutturare casa senza spendere un euro.


È però doveroso precisare che se i lavori sono stati eseguiti a norma di legge il proprietario potrà effettivamente godere della detrazione fiscale pari al 110% della spesa, ma è altrettanto vero che durante l'esecuzione del cantiere qualcuno dovrà anticipare prima di tutto le spese di progettazione e poi l’acquisto del materiale e altro.


Quindi occorrerà anticipare soldi veri per avere un credito d'imposta quando questo sarà vistato per conformità e convalidato dall'Agenzia delle Entrate.


Il committente privato che ha disponibilità liquide potrà anticipare di tasca propria ma la maggior parte degli interessati dovranno rivolgersi agli istituti bancari o alle imprese realizzatrici.

Queste ultime è vero che possono acquisire il credito, anche attraverso lo sconto in fattura, ma dovranno comunque ricorrere a finanziamenti perché passeranno alcuni mesi tra progetto, realizzazione e l'ottenimento del credito d'imposta.


Il ruolo degli istituti di credito è quindi fondamentale sia che sia il cittadino privato o che sia l'impresa a chiedere i fondi necessari.

La banca istruirà una pratica di finanziamento con annessi interessi, commissioni e garanzie.

Poi monetizzerà il finanziamento nel momento in cui acquisirà il credito del Superbonus.

Cioè le banche acquisteranno a 100, forse meno, un credito d'imposta di euro 110.

Anche Poste Italiane si è interessata a queste operazioni che evidentemente sono lucrose per chi le finanzia.


Se è abbastanza facile cedere il credito è invece piuttosto difficile conseguirlo, soprattutto per quanto concerne il SUPERBONUS.

Per poter finanziare i lavori tutti gli operatori finanziari si cautelano chiedendo firme a garanzia, anche ipotecarie sia al singolo privato che alle imprese appaltatrici.

Se poi qualcosa va storto oppure alcuni lavori preventivati vanno a sforare i plafond previsti dalla normativa ecco che si dovrà sborsare di tasca propria.


Anche le procedure messe a disposizione soprattutto su portali dalle banche maggiori per la richiesta/gestione degli adempimenti dei finanziamenti sono particolarmente complesse.


Una maggiore flessibilità è garantita invece dalle banche locali dove il direttore che conosce il cliente può gestire e approvare spese personalmente almeno fino a un certo limite senza che si debba affrontare un vero e proprio percorso di guerra fatto di alert informatici e dati complessi da inserire che rendono particolarmente difficile il dialogo con le piattaforme messe a disposizione delle grandi banche per ottenere l'ok a un'anticipazione sui lavori o sui S.A.L. (Stato Avanzamento Lavori).


Molti confidano in una proroga ma anche in una semplificazione degli adempimenti.


Purtroppo il tempo scorre velocemente .... e i lavori languono.


Ci sarà tempo fino a fine 2023 per concludere i lavori e ottenere il beneficio fiscale ?


Daniele De Gasperis e Carlo Barbiera Commercialista

Per saperne di più scrivere a [email protected] o telefonare allo 0039 0432 501768




Il mio Blog

finanziamenti Covid19

Posted on 1 March, 2021 at 6:45

Premetto che con la Legge 178 del 2020 (Legge di Bilancio) sono state rafforzate le opportunità offerte per favorire l’accesso al credito – garantito dal Fondo di Garanzia PMI e da SACE Spa – di imprese, lavoratori autonomi, professionisti e per sostenere la continuità aziendale introdotte dalla Legge 40 del 5 giugno 2020 del Decreto Liquidità n. 23 dell’8 aprile 2020.

 

 

Prorogato al 30 giugno 2021 il termine di rilascio della garanzia da parte del Fondo.

Per le imprese da 250 e fino a 499 dipendenti il termine di rilascio della garanzia da parte del Fondo è limitato al 28 febbraio 2021 (dopo quella data la gestione passerà in carico a SACE).

 

 

Per imprese (ivi comprese le piccole e medie imprese e i professionisti), fino a 499 dipendenti indipendentemente dal fatturato, la cui attività d'impresa è stata danneggiata dall'emergenza COVID-19.

 

Caratteristiche del Finanziamento

 

• Importo richiedibile: massimo euro 5.000.000, ma non superiore a uno dei tre seguenti parametri, alternativi tra loro:

a) al 25% del fatturato totale del beneficiario nel 2019 (da bilancio o modello unico certificato ultimo disponibile e da autocertificazione per i soggetti beneficia ricostituiti dopo il 1.1.2019);

b) il doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale) per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile. Nel caso di imprese costituite a partire dal 1º gennaio 2019, l'importo massimo del prestito non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;

c) il fabbisogno per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499. In questo ultimo caso è necessario presentare una apposita autocertificazione che attesti questo fabbisogno.

• Durata massima di 72 mesi;

• Preammortamento facoltativo massimo di 24 mesi;

• Periodicità rata: mensile;

• Garantiti fino al 90% dal Fondo Centrale di Garanzia.

 

 

 

 

SI RICHIEDE presentando la seguente documentazione:

 

• Documento d'identità in corso di validità fronte e retro (del Firmatario se Ditta Individuale/Libero Professionista, del Legale Rappresentante se Azienda).

• Codice Fiscale in corso di validità fronte e retro (del Firmatario se Ditta Individuale/Libero Professionista, del Legale Rappresentante se Azienda).

• Richiesta di agevolazione con il denominato allegato 4 bis qui allegato 1 a firma del Firmatario se Ditta Individuale/Libero Professionista, del Legale Rappresentante se Azienda.

• Modulo di richiesta preliminare di finanziamento.

• Autocertificazione che attesti di aver subito dei danni dall’epidemia COVID con timbro e firma del legale rappresentante qui allegato 2.

 

 

Documentazione specifica per tipologia di richiedente

 

 

 

 

LIBERI PROFESSIONISTI E DITTE INDIVIDUALI

 

• Liberi Professionisti

 

a) Certificato di iscrizione all’albo professionale/associazione professionale (tesserino solo per liberi professionisti).

b) Certificato attribuzione p.iva.

c) Ultimi 2 Modelli Unico con ricevuta di presentazione all’Agenzia delle Entrate.

 

 

• Ditta individuale in contabilità ordinaria

a) Ultimi 2 Modelli Unico completo di Irap, IVA e ricevute di presentazione all’Agenzia delle Entrate.

b) Ultimi 2 Bilanci riferiti ai Modelli Unico (timbrati e firmati).

 

• Ditta individuale in contabilità semplificata

Ultimi 2 Modelli Unico con ricevuta di presentazione all’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

 

AZIENDE

• Autodichiarazione per informazioni aggiuntive a firma del Legale Rappresentante della Società c'è un apposito allegato da compilare e nel proseguio di questa spiegazione ce ne sono altri, io ho quelli che utilizza Mediolanum ma sono solo di esempio se Ti serve te li mando a Te o a Aldo.

• Ultimo bilancio ufficiale approvato al 31/12/2018 (Con “Verbale di approvazione” e Relazione di gestione, del collegio sindacale e dei revisori (se presenti).

• Bilancio ufficiale approvato o in fase di approvazione al 31/12/2019 con “Verbale di approvazione” e Relazione di gestione, del collegio sindacale e dei revisori (se presenti).

• Situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata infrannuale (2020) a firma del Legale Rappresentante della Società.

• Ultimo modello Unico della società (solo per Società di Persone) con ricevuta di presentazione telematica.

• Ultimo modello Unico dei soci e/o delle Persone Fisiche garanti con ricevuta di presentazione telematica.

• Dettagli Affidamenti Bancari/Finanziamenti/Mutui/Leasing in essere con indicazione per gli affidamenti degli importi accordati e utilizzati, e debito residuo e scadenza per le altre forme di finanziamento.

• Copia Estratti Conto altre banche aggiornati ultimo trimestre.

• Business Plan/Piano Industriale/Piano Finanziario triennale (se non disponibile, si può utilizzare un apposito format altro allegato.

• Dichiarazione sostitutiva di certificazione che è un altro allegato.

• Rating di legalità (se in possesso).

• DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

• Questionario 1 – Descrizione dell’operazione anche questo è un altro allegato.

• Questionario 2 – Qualitativo ultimo allegato.

 

 

 

Quindi più in dettaglio il Decreto n. 23/2020 prevede garanzie pubbliche per favorire l'accesso al credito di imprese piccole, medie e grandi e la sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito.

 

Garanzie pubbliche riservate a imprese fino a 499 dipendenti (art. 13 - D.L. 8/4 2020, n. 23)

Misure potenziate per particolari target di imprese

PMI di minori dimensioni e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni

PMI con fatturato fino a 3.200.000 euro

Garanzie pubbliche per imprese di ogni dimensione (art. 1 - D.L. 8/4 2020, n. 23)

Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito (art. 11 - D.L. 8/4 2020, n. 23)

Ulteriori misure attivate dai D.L. precedenti

Moratoria ex lege: limiti alla revoca di affidamenti e sospensioni mutui (art. 56 - D.L. 17/3 2020, n. 18)

Garanzie pubbliche riservate a imprese fino a 499 dipendenti (art. 13 - D.L. 8/4 2020, n. 23)

Salvo quanto previsto dalle misure potenziate per particolari tipologie di imprese, fino al 31 dicembre 2020 alle imprese con al massimo 499 dipendenti con sede in Italia la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI:

 

è concessa gratuitamente e l'accesso è garantito senza utilizzo del modello di valutazione del fondo(1);

l'importo massimo totale garantito per azienda è elevato da 2,5 a 5 milioni di euro. Una volta raggiunti i 5 milioni le PMI, come da definizione comunitaria(7), potranno utilizzare anche un plafond riservato di 30 miliardi di garanzie SACE;

è concessa su finanziamenti fino a 6 anni per importi massimi che dovranno essere inferiori al:

a) doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell'impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile. Per le imprese costituite dal 1º gennaio 2019, l'importo massimo non può superare i costi salariali previsti per i primi due anni di attività;

 

b) 25% del fatturato del 2019;

 

c) fabbisogno, da attestare con autocertificazione (2), per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499. Tale fabbisogno è attestato mediante apposita autocertificazione resa dal beneficiario ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445;

 

la percentuale di copertura per la garanzia diretta all'impresa è aumentata al 90%;

la percentuale di copertura per la riassicurazione è aumentata al 100% dell'importo garantito da Confidi o altri fondi di garanzia, a condizione che le garanzie rilasciate dal Confidi non superino il 90% e a condizione che le garanzie da questi rilasciate non prevedano il pagamento di un premio che tiene conto della remunerazione per il rischio di credito assunto dal Fondo;

può essere richiesta anche su operazioni già perfezionate ed erogate dopo il 31 gennaio e non oltre 3 mesi dalla presentazione della richiesta e, comunque, a patto che il finanziatore riduca il tasso di interesse applicato all'impresa e comunichi tale riduzione al Fondo;

è estesa automaticamente in caso di sospensione del pagamento della quota capitale o dell'intera rata di finanziamenti già garantiti dal Fondo;

non prevede il pagamento della commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie (a carico dei soggetti finanziatori richiedenti).

La garanzia è concessa anche in favore di imprese che presentano dopo il 31 gennaio 2020 esposizioni nei confronti del finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate (3)" o che dopo 31 dicembre 2019, sono state ammesse a procedure concorsuali (concordati in continuità, art. 182 bis o art. 67) del predetto decreto, purché, alla data di entrata in vigore del presente decreto, le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, sia convinta che verosimilmente vi sarà il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza.

 

Inoltre:

 

possono beneficiare della garanzia diretta all'80% e del 90% della garanzia Confidi anche operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo di almeno il 10% dell'importo del debito residuo;

per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500.000 euro, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;

le garanzie su portafogli di minibond sono concesse a valere sulla dotazione disponibile del Fondo, assicurando la sussistenza, tempo per tempo, di un ammontare di risorse libere del Fondo, destinate al rilascio di garanzie su singole operazioni finanziarie, pari ad almeno l’85 percento della dotazione disponibile del Fondo.

Misure potenziate per particolari target di imprese

1. Per le PMI di minori dimensioni e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che autocertificano di essere danneggiati dall'emergenza di COVID-19 (1) e che richiedono nuovi finanziamenti (4) con:

 

importi fino al 25% dei ricavi 2019 (5) e tetto massimo di 25.000 euro;

preammortamento di 24 mesi e durata massimo di 6 anni;

il Fondo garantirà il 100% del finanziamento, gratuitamente e automaticamente, permettendo al finanziatore di erogare la somma senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del Fondo. La banca applicherà all’operazione finanziaria un tasso di interesse massimo (6).

 

2. Per le PMI con ricavi fino a 3.200.000 euro che autocertificano di essere danneggiate dall'emergenza di COVID-19 (1) e che richiedono nuovi finanziamenti (1) con:

 

importi fino al 25% dei ricavi 2019;

la garanzia può arrivare dal 90% al 100% del finanziamento, combinandola a quella rilasciabile da un Confidi.

 

Garanzie pubbliche per imprese di ogni dimensione (art. 1 - D.L. 8/4 2020, n. 23)

N.b. In attesa dell'attivazione delle misure di SACE, Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione delle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) che dal 1 marzo 2019 al 1 marzo 2020 hanno avuto calo del fatturato del 10% possono richiedere finanziamenti di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi a tassi più contenuti rispetto alle normali condizioni di mercato, anche erogati in pool con una o più banche (in questo caso la quota di Cassa Depositi e Prestiti non potrà superare il 50% dell'importo totale). I finanziamenti potranno poi essere consolidati usando le misure previste nel DL Liquidità.

 

Fino al 31 dicembre 2020, per le imprese "in bonis (7)" di ogni dimensione SACE rilascia una garanzia:

 

per finanziamenti di durata inferiore a 6 anni, con possibilità di preammortamento fino a 24 mesi e destinati a sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’impresa beneficiaria;

l’importo massimo del finanziamento assistito da garanzia per azienda è determinato come maggiore:

a) 25% del fatturato 2019 dell'impresa in Italia (bilancio approvato o dalla dichiarazione fiscale);

 

b) il doppio dei costi del personale 2019 sostenuti dall’impresa in Italia (bilancio approvato o dati certificati se l’impresa non ha ancora approvato il bilancio); qualora l’impresa abbia iniziato la propria attività successivamente al 31 dicembre 2018, si fa riferimento ai costi del personale attesi per i primi due anni di attività, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell’impresa.

 

Qualora l’impresa beneficiaria sia parte di un gruppo, si fa riferimento al valore su base consolidata del fatturato e dei costi del personale. L’impresa richiedente è tenuta a comunicare alla banca finanziatrice tale valore.

 

la garanzia, in concorso paritetico e proporzionale tra garante e garantito nelle perdite per mancato rimborso del finanziamento, copre il:

a) 90% dell’importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;

b) 80% dell’importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra 1,5 miliardi e 5 miliardi di euro o con più di 5000 dipendenti in Italia;

c) 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi.

 

Per le imprese con più di 5000 dipendenti o fatturato superiore a 1,5 miliardi, il rilascio della garanzia è subordinato alla decisione assunta con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, tenendo in considerazione:

 

a) il contributo allo sviluppo tecnologico;

b) l'appartenenza alla rete logistica e dei rifornimenti;

c) l'incidenza su infrastrutture critiche e strategiche;

d) l'impatto sui livelli occupazionali e mercato del lavoro;

e) il peso specifico nell’ambito di una filiera produttiva strategica.

 

Il Ministero dell'Economia e delle Finanza nel decreto può anche elevare le percentuali di garanzia fino al limite di percentuale immediatamente superiore a quello normalmente previsto, subordinatamente al rispetto di specifici impegni e condizioni in capo all’impresa beneficiaria.

 

Le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia sono le seguenti:

 

per i finanziamenti delle PMI sono corrisposti, in rapporto all’importo garantito, 25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base i successivi anni;

per i finanziamenti di imprese diverse dalle PMI sono corrisposti, in rapporto all’importo garantito, 50 punti base durante il primo anno, 100 punti base durante il secondo e terzo anno, 200 punti base successivi anni.

Il costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dal finanziatore per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia. Questa condizione deve essere attestata dal rappresentante legale dei suddetti soggetti eroganti.

 

L’impresa che beneficia della garanzia assume l’impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali e assume l’impegno che essa, nonché ogni altra impresa con sede in Italia che faccia parte del medesimo gruppo cui la prima appartiene, non approvi la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020.

 

Sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito (art. 11 - D.L. - D.L. 8/4 2020, n. 23)

Sono sospesi dal 9 marzo 2020 al 30 aprile 2020 i termini di scadenza ricadenti o decorrenti di vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito emessi prima della data di entrata in vigore della presente decreto, e ad ogni altro atto avente efficacia esecutiva a quella stessa data sono sospesi per lo stesso periodo. La sospensione opera a favore dei debitori e obbligati anche in via di regresso o di garanzia, salva la facoltà degli stessi di rinunciarvi espressamente;

l’assegno presentato al pagamento durante il periodo di sospensione è pagabile nel giorno di presentazione. La sospensione del punto precedente opera su:

i termini per la presentazione al pagamento;

i termini per la levata del protesto o delle constatazioni equivalenti;

i termini previsti all’articolo 9, comma 2, lettere a) e b), della legge 15 dicembre 1990, n. 386 ("L'iscrizione è effettuata: a) nel caso di mancanza di autorizzazione, entro il ventesimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo; b) nel caso di difetto di provvista, quando è decorso il termine stabilito dall'articolo 8 senza che il traente abbia fornito la prova dell'avvenuto pagamento, salvo quanto previsto dall'articolo 9-bis, comma 3 della legge n. 386 del 1990");

nonché all’articolo 9-bis, comma 2, della medesima legge n. 386 del 1990 ("la comunicazione è effettuata presso il domicilio eletto dal traente a norma dell'articolo 9-ter entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, mediante telegramma o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero con altro mezzo concordato tra le parti di cui sia certa la data di spedizione e quella di ricevimento").

il termine per il pagamento tardivo dell’assegno previsto dall’articolo 8, comma 1, della stessa legge n. 386 del 1990 ("Nei casi previsti dall'articolo 2 della legge n. 386 del 1990, le sanzioni amministrative non si applicano se il traente, entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, effettua il pagamento dell'assegno, degli interessi, della penale e delle eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente");

I protesti o le constatazioni equivalenti levati dal 9 marzo 2020 fino alla data di entrata in vigore del presente decreto non sono trasmessi dai pubblici ufficiali alle Camere di Commercio; ove già pubblicati le Camere di commercio provvedono d’ufficio alla loro cancellazione. Con riferimento allo stesso periodo sono sospese le informative al Prefetto di cui all’articolo 8-bis, commi 1 e 2, della legge 15 dicembre 1990, n. 386.

Ulteriori misure attivate dai D.L. precedenti

Moratoria ex lege: limiti alla revoca di affidamenti e sospensioni mutui (art. 56 - D.L. 17/3 2020, n. 18)

Alle PMI(7),con esposizioni debitorie "in bonis(8)" al 17 marzo 2020 e con sede in Italia, che comunicano a banche e intermediari finanziari con un autocertificazioni(2) in cui dichiarano di "aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19":

 

non possono essere revocati dal 29 febbraio 2020 al 30 settembre 2020, neanche per la parte non ancora utilizzata, le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti (es. Linee di cassa, Anticipo fatture/Ri.Ba/Export/Contratti, linee di factoring);

sono prorogati fino al 30 settembre 2020 e alle medesime condizioni (unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità;) i prestiti non rateali (es. finimport, finanziamenti bullet);

viene sospeso, dal 17 marzo (anche se la comunicazione di sospensione viene presentata dopo e la rata non è stata pagata) al 30 settembre 2020 compreso, il pagamento delle rate di finanziamenti (anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie) e dei canoni di leasing. E' facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale, continuando a pagare la quota interesi. Le sospensioni si applicano anche ai finanziamenti cartolarizzati e ceduti a società veicolo (SPV) ex lege n. 130/99.

La moratoria ex lege sui finanziamenti determina lo spostamento in avanti, senza alcuna commissione, del piano di ammortamento per un periodo pari alla sospensione accordata. In caso di:

 

sospensione dell’intera rata (quota capitale e quota interessi), gli interessi che matureranno durante la sospensione (calcolati sul capitale residuo sospeso al tasso di interesse del contratto di finanziamento originario) saranno ripagati in quote, dopo il 30 settembre 2020, nel piano di ammortamento residuo;

sospensione della sola quota capitale, gli interessi sul capitale ancora da rimborsare dovranno essere pagati anche durante il periodo di sopensione, senza ulteriori effetti sul piano di rimborso originario.

L'azienda può rinunciare in qualsiasi momento alla sospensione (sia della quota capitale, sia dell’intera rata), previa comunicazione alla banca/intermediario, e riprendere il normale pagamento delle rate.

 

Anche se i finanziamenti sono erogati con fondi, in tutto o in parte, di soggetti terzi, le operazioni precedenti sono realizzate senza loro preventiva autorizzazione con allungamento automatico del contratto di provvista in relazione al prolungamento dell’operazione di finanziamento e alle condizioni originarie. Per i finanziamenti agevolati è necessaria una comunicazione all’ente incentivante che entro 15 giorni può provvedere a fornire le eventuali integrazioni alle modalità operative.

 

Su richiesta del finanziatore, che deve indicare l’importo massimo garantito, viene concessa automaticamente e gratuitamente da parte del Fondo di Garanzia per le PMI una garanzia (10) del 33%:

 

sui maggiori utilizzi degli affidamenti a revoca (punto 1), calcolati come differenza tra gli utilizzi al 30 settembre 2020 e quelli al 18 marzo 2020;

sui prestiti non rateali (punto 2);

sulle singole rate e canoni sospesi (punto 3).


Note

(1) Ai soli fini della definizione delle misure di accantonamento a titolo di coefficiente di rischio che dovranno fare i finanziatori la probabilità di inadempimento delle imprese è calcolata esclusivamente sulla base dei dati contenuti nel modulo economico-finanziario del modello di valutazione del Fondo (calcolabile anche tramite ---> CTRL Click su Bancopass della Assolombarda, scegliendo alla richiesta "Selezionare Centrale Rischi" l'opzione "Nessuna")

 

(2) Autocertificati ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

 

(3) Ai sensi del paragrafo 2, parte B della circolare n. 272 del 30 luglio 2008 della Banca d’Italia e successive modificazioni.

 

(4) Si ha un nuovo finanziamento quando, ad esito della concessione del finanziamento coperto da garanzia, l’ammontare complessivo delle esposizioni del finanziatore nei confronti del soggetto finanziato risulta superiore all’ammontare di esposizioni detenute alla data di entrata in vigore del presente decreto, corretto per le riduzioni delle esposizioni intervenute tra le due date in conseguenza del regolamento contrattuale stabilito tra le parti prima dell’entrata in vigore del presente decreto ovvero per decisione autonoma del soggetto finanziato.

 

(5) Da bilancio approvato, dichiarazione fiscale o, se non ancora disponibili, dati autocertificati ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000.

 

(6) Non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all’articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento.

 

(7) L’impresa beneficiaria non deve rientrare nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, e alla data del 29 febbraio 2020 non deve risultare presente tra le esposizioni deteriorate della banca, come definite ai sensi della normativa europea.

 

(8) Secondo la definizione Europea vedi opuscolo di Assolombarda CTRL Click su: definizione comunitaria.

 

(9) Le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del presente decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditori.

 

(10) Utilizzando un’apposita sezione speciale del Fondo di cui all’art. 2, comma 100, lett. a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662. La sezione speciale, con una dotazione di 1730 milioni di euro.

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316 Comments

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